Dove il Tempo si posa: La Carezza dello Sguardo
Esiste un istante, sospeso tra il respiro e la parola, in cui il tempo smette di correre e accetta, finalmente, di farsi guardare. È in quell'attimo di tregua che la vita smette di essere un rumore di fondo e diventa un’immagine nitida, un volto, una storia.
Come psicologa, abito quotidianamente quel silenzio. È un silenzio abitato, mai vuoto, dove le ombre e le luci si mescolano in attesa di un senso. È lo spazio sacro del "setting", dove ogni confessione è una "schiena ribelle" che cerca un approdo, una mano che sappia accoglierla senza giudizio.
Come filosofa, di quel silenzio ne interrogo il senso. Mi chiedo dove nasca l'emozione, quale sia l'Origine di quel pensiero che "fluisce e scivola" tra le pieghe dell'anima. Cerco la Trasparenza nell'opacità del quotidiano, convinta che ogni viandante porti in sé una verità sublime, anche quando non sa ancora di possederla.
Come poetessa, infine, lascio che sia una piuma a raccontare tutto questo. La piuma è il mio calamo e la mia bussola: è lo strumento che trasforma il peso della sofferenza nella leggerezza del verso. Perché la parola poetica ha un potere terapeutico immenso: sa toccare le ferite senza riaprirle, si posa "piano, come piuma" per medicare ciò che l'analisi ha svelato.
Questa poesia, "Origine", è nata così: da uno sguardo che non invade, ma custodisce. È il racconto di una vicinanza che si fa cura, di una pelle che si fa carta e di un pensiero che, spogliatosi delle sue difese, trova finalmente la sua aurora.
Vi invito a fermarvi con me tra queste righe. Lasciate che il tempo si fermi, curioso, a osservare le vostre ombre. Perché è solo nel profumo dell'attesa che ogni viandante può, finalmente, trovare la sua pace.
Piuma Bianca
Simona Spataro

Nessun commento:
Posta un commento