Questa immagine è di una delicatezza straordinaria e si presta a una riflessione molto profonda.
Il quadro ritrae una figura femminile di schiena, nuda ma composta, immersa in pennellate che sembrano più stati d'animo che colori.
In un mondo che ci chiede costantemente di essere "frontali", di mostrare il volto e performare l'identità, questa immagine ci ricorda la potenza rivoluzionaria del dare le spalle.
Psicologicamente, la schiena è il luogo del non-visto, dove accumuliamo tensioni e pesi che portiamo per gli altri. Ma è anche il nostro confine più onesto. Mostrarsi così non è un sottrarsi, ma un atto di protezione e di cura: è il momento in cui decidiamo di non essere più un'immagine per il mondo, ma un corpo che ascolta se stesso.
Filosoficamente, questa figura ci parla di fenomenologia pura: il soggetto che sfuma nel colore. Quando rinunciamo alla maschera del volto, ciò che resta è l’Essere. Non abbiamo bisogno di uno sguardo esterno che ci confermi per esistere; la nostra essenza abita proprio in quella solitudine essenziale, dove i contorni della pelle si confondono con quelli dell'universo.
Abbandonare la pretesa di essere spiegati per rivendicare il diritto di essere, semplicemente, sentiti, ascoltati.
Piuma Bianca
Dott.ssa Simona Spataro

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